Grey’s Anatomy torna con la diciassettesima stagione. Composta da ben 17 episodi è trasmessa negli USA da ABC dal 12 novembre 2020 al 3 giugno 2021. Viene divisa in due parti: gli episodi dall’1 al 6 fino al 17 dicembre 2020, mentre quelli dal 7 al 17 dall’11 marzo sino alla data della season finale. In Italia approda su Fox dal 24 novembre 2020, sempre divisa in due parti: sino al 9 febbraio i primi sei episodi, dal 20 aprile al 29 giugno 2021. Sono ben quattro gli episodi crossover con lo spin-off Station 19. Ecco a voi la recensione di Grey’s Anatomy 17!

Grey's Anatomy 17

Grey’s Anatomy 17

Amelia e Link iniziano ad occuparsi dei figli di Meredith che si ritrova a non poter entrare in sala operatoria e a lavorare per lunghi turni in terapia intensiva; Owen è sconvolto ed evita Teddy dopo il tradimento; Koracick gestisce gli specializzandi, ma dopo essersi ammalato di COVID, questo ruolo viene affidato a Richard Webber che si è ricongiunto con Catherine dopo dei litigi. Meredith conosce meglio Hayes, quando improvvisamente ha un malore e viene portata in terapia intensiva perché positiva al COVID, per questo rimane spesso incosciente. Durante questo periodo sogna Derek, suo defunto marito, George, Andrew De Luca, Mark e Lexie su una spiaggia. Tutti si impegneranno per farla svegliare e…. basta ho già detto troppo!

Grey's Anatomy 17

Uscite di scena in Grey’s Anatomy 17

Saranno ben tre i personaggi che lasceranno il cast in corso d’opera: Andrew DeLuca (Giacomo Gianniotti) avrà l’uscita di scena degna del suo personaggio. Jackson Avery (Jesse Williams), dopo le vicissitudini legate al movimento Black Lives Matter decide di prendere in mano le redini della fondazione, partendo per Boston con April. Stessa sorte tocca a Tom Koracick (Greg Germann), dopo l’esperienza ravvicinata col Covid decide di partire anch’egli per Boston, in modo da poter fare qualcosa di più. 

Grey's Anatomy 17

Considerazioni

Molti definiscono questa stagione come la peggiore dello show: lenta, non ingrana mai. La cosa che mi viene da dire è una sola: in una serie in cui viene trattata una pandemia globale, non ci si può aspettare velocità negli episodi. Bisogna soffermarsi sul tema e come esso viene trattato. La delicatezza dei medici a non lasciar morire le persone sole, tenendo loro la mano rispecchia la realtà. Senza un parente, senza nessuno accanto che possano traghettarli verso un’altra vita, se non coloro che li hanno assistiti sino a quel momento in ospedale. E vi saranno diverse crisi emotive da parte dei nostri protagonisti, non capacitandosi di come tali vite possano essere falciate da un virus improvviso. Non solo gli strutturati, ma soprattuto gli specializzandi subiranno maggiormente questi effetti nocivi. Non aggiungo null’altro. Lascio a voi l’ultima sentenza.

Davvero questa stagione è da buttare? Oppure la vediamo con un altro occhio critico?

Fateci sapere cosa ne pensate. Per ora è tutto, un abbraccio, Shadow!

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