Uscito il 10 settembre 2021, Le Rune Di Leif è il primo romanzo di Carlo Cavazzuti a essere pubblicato dalla Saga edizioni per la collana Bifrost.

Le Rune di Leif

La cura di Carlo si evidenzia subito nella nota autore stampata in apertura de Le Rune di Leif. Qui, infatti, spiega il suo modus operandi e l’usus scribendi, tra riferimenti a testi coevi alla narrazione e l’approccio anche a reperti museali. La cosa che infatti più mi ha colpita è la solidità di tutto il mondo in cui si svolge la storia, tra nomi in pura lingua norrena, rune e stralci di brani derivanti dalla stessa “Edda poetica”, la più famosa raccolta di poemi in norreno. Non mancano anche informazioni storiche che fungono da guida per la lettura e una nota fonologica. Tutto ciò ci prepara perfettamente al romanzo, facendoci godere appieno di ogni piccolo particolare della narrazione. Notevoli sono anche le illustrazioni che ritroviamo nel testo.

Carlo Cavazzuti

La storia si snoda su due piani spaziali e temporali diversi, uno a Costantinopoli nell’ A.D. 1044 e l’altro a Leksivfalla, Noreg, qualche decina d’anni prima dell’A.D. 1000. Nel primo i protagonisti sono Ari, un anziano che racconta il suo passato alla piccola nipote Eirene e i toni dei dialoghi sono quelli pacati e nostalgici della rievocazione, nonostante non manchino momenti divertenti e buffi tra l’uomo e la bambina. Nel secondo, invece, si snoda la narrazione più tumultuosa e prepotente di Leif Gnupasson, giovane vichingo, figlio di nobili. Così prende il via la crescita e la maturazione di Leif, tra ostiche relazioni familiari e inaspettate rivelazioni con cui il giovane dovrà rapportarsi fin da subito. Leif infatti pare possedere delle capacità particolari che lo allontanano, con suo immenso rammarico, da tutti i suoi acerbi sogni e progetti. Leif vorrebbe diventare in futuro un Jarl, un capo, proprio come suo padre ma la visione avuta lo catapulta invece in un mondo sconosciuto e pericoloso come quello frequentato da Gilla, la Runemal del villaggio. Sarà lei a istruirlo ai nuovi segreti e ai differenti modi di vivere la sua giovane vita. Questo dono, che lo rende così vicino agli Aesir, lo porterà ad acquisire diversi privilegi tra cui una Fux, una nave, con cui il giovane inizierà una serie di viaggi che lo porteranno non solo alla scoperta di nuove terre e nuove ricchezze, ma anche di nuovi segreti e rivelazioni. Quante volte il suo cuore vichingo dovrà sanguinare per rendere la sua anima ancora più forte e determinata? Riuscirà a essere l’uomo che ha promesso a se stesso e al suo popolo? Con fierezza indomita, volontà ferrea e il giusto appoggio dei compagni e dell’amata Pora, il nostro Leif compirà un viaggio mistico dentro e fuori di sé riuscendo ad arrivare fino alla lontana Costantinopoli, chiudendo così anche il cerchio iniziale della narrazione di Carlo.

Le Rune di Leif è un manifesto sul mondo norreno, scritto in maniera ineccepibile, fluida e mai noiosa.

Assolutamente consigliato per gli amanti del genere ma anche per coloro che vi si approcciano per la prima volta. Carlo saprà infatti guidarvi con mano saggia e ferma.

– Jessica

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