Eccoci all’ultima parte della trasposizione dei racconti di Stine, Fear Street.

Fear Street – parte 3: 1666

C’è stata della nostalgia a Scream, ammettetelo!

Fear Street ci ha fatto rivivere le atmosfere dei film degli anni ’90, non c’è che dire. Nel terzo la regista e sceneggiatrice Leigh Janiak ci riporta al punto in cui è iniziata questa saga horror: una storia di streghe, demoni e misteri che si presenta come una produzione tanto divertente quanto spaventosa.


Deena (Kiana Madeira) stava riunendo le ossa della strega morta da tempo, Sarah Fier, con il ritrovamento della sua mano mozzata. Tramite questo macabro rituale, la ragazza viene riportata indietro nel tempo. Questa volta non attraverso la triste storia di un sopravvissuto, come accaduto in Fear Street Parte 2: 1978, ma tramite un corposo flashback che mette Deena proprio nei panni della misteriosa strega.

È il 1666 e lo spettatore si ritrova immerso in una colonia, chiamata Union, che poi sarebbe stata divisa in Shadyside e in Sunnyvale.

Commento

Nonostante sia un “semplice” horror slasher, all’interno della saga di Fear Street ci sono componenti anche politiche. Le tematiche LGBT sono vere, sentite. La relazione saffica costituisce un “problema” all’interno delle tre parti. Nel 1666, Sarah viene definita un “abominio” per la sua lussuria lesbica, e le ragazze vengono pubblicamente accusate di una maledizione che sta mandando il cibo in putrefazione e trasformando gli uomini giusti in assassini.

Questa serie è ancora attuale, soprattutto in questo momento storico che stiamo vivendo. La mancanza di una legge che ancora oggi possa proteggere chi ne ha bisogno, è raccapricciante.
Proprio come in Fear Street.

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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