Films

Passengers – con Chris Pratt e Jennifer Lawrence: il dilemma etico

Ciao a tutti! Io sono Alessio, una new entry in questa famiglia Nerd! Mi presento con questo articolo 🙂

Passengers è un film del 2016 diretto da Morten Tyldum che ottenne il secondo maggior incasso di quell’anno, dietro solo al pluri premio Oscar La La Land, e nel 2017 ricevette anche due candidature agli Oscar.
Nonostante le tante critiche piovute sul film riguardanti la scelta di Jim Preston, definito come il “più grande stalker dell’universo”, ci si sarebbe aspettato l’arrivo di un sequel, che però non ci sarà, dato che lo stesso regista ha smentito un eventuale Passengers 2.

Passengers

La storia di Passengers parla del viaggio interplanetario della Avalon, una nave spaziale con a
bordo 5000 passeggeri e 258 membri dell’equipaggio in stato di ibernazione per 120 anni con
destinazione il pianeta Homestead II, lontano 60 anni luce dalla Terra, dove quelle persone
vogliono ricostruirsi una nuova vita.

Passengers

A causa di una collisione dell’astronave con dei meteoriti, si presenta il malfunzionamento della capsula in cui alloggia l’ingegnere Jim Preston (Chris Pratt) che si sveglia 90 anni prima del previsto, e non ci metterà molto a rendersi conto dell’accaduto, che è l’unico sveglio e non c’è modo di potersi ibernare di nuovo, dato che le capsule sono programmate solo per risvegliare una persona e non per compiere l’operazione inversa.

Nonostante i vari tentativi di trovare una soluzione, come un messaggio mandato alla Terra per chiedere aiuto, di cui non potrà avere risposta prima di 55 anni, e dopo aver scoperto di non poter entrare nell’area riservata all’equipaggio, capisce che non c’è nulla che lui possa fare per modificare il corso degli eventi e che la sua vita avrà fine prima dell’arrivo sul pianeta.
Jim trova come unico compagno l’androide barista Arthur che gli consiglia di godersi la vita
all’interno della navicella, e così lui si sistema in una suite, cammina nello spazio e utilizza i vari sistemi di intrattenimento offerti, ma dopo un anno sopraggiunge la solitudine, la depressione prende il sopravvento e comincia a pensare al suicidio.

La dura scelta

A questo punto, a Jim gli viene l’idea di risvegliare un altro passeggero per avere compagnia, e
rimane molto colpito dall’intelligenza e dalla bellezza della glaciale Aurora Lane (Jennifer
Lawrence), scrittrice che apprezza tramite alcuni video, e si confida con Arthur, dicendogli di non dirle nulla. Dopo molti dubbi e ripensamenti risveglia la giovane donna facendole credere che, come accaduto a lui, si sia trattato di un malfunzionamento della sua capsula.

Passengers

Aurora è inizialmente turbata, non riesce a capacitarsene, e come Jim le prova tutte per cercare di ibernarsi di nuovo, ma poi i due decidono di sfruttare insieme ciò che offre la navicella e si avvicinano molto, parlando delle loro vite e del motivo che li ha spinti a partire: Jim aveva deciso di abbandonare la Terra perché il suo lavoro era diventato inutile lì, mentre Aurora voleva rimanere nella colonia un anno, per poi tornare sulla Terra e scrivere un libro, raccontando quell’incredibile esperienza di vita.

L’amore tra i due e lo svelamento della verità

I due piano piano si innamorano e un giorno, dopo una cena e una camminata spaziale, si
fidanzano e finalmente sono felici. Però, la sera in cui Jim decide di dare ad Aurora l’anello di
fidanzamento, l’androide barista interpreta male la sua frase “tra me e Aurora non ci sono più
segreti” e racconta la verità alla giornalista.

Passengers

La reazione della donna è brutale: allontana Jim accusandolo di averle “rubato la vita”, decide di evitarlo e quasi lo uccide una notte, per poi ripensarci all’ultimo, e il suo odio le fa cessare ogni rapporto con lui, con le loro vite che tornano a essere indipendenti, nel silenzio della nave spaziale.
A circa un anno dal risveglio di Aurora, avviene un altro malfunzionamento che fa risvegliare
un membro dell’equipaggio, Gus Mancuso, che capisce subito i motivi dei loro risvegli
esaminando le capsule e si accorge dei gravi problemi tecnici ai sistemi dell’astronave,
confermate dai racconti di Jim e Aurora dei tanti guasti riguardanti gli ascensori, le porte e i robot.

La conclusione del film

Gus scopre che la nave è destinata a distruggersi a seguito di queste avarie che hanno portato a un sovraccarico dei sistemi. Inoltre, l’uomo inizia a sentirsi male e si sottopone a degli esami che rivelano dei gravi problemi di salute causati dal cattivo funzionamento della sua capsula
criogenica, e che quindi gli rimangono pochi mesi di vita. Prima di morire, Gus lascia ai due
giovani il suo badge identificativo per poter accedere alle funzioni riservate all’equipaggio. La
situazione critica fa sì che Jim e Aurora arrivino a una tregua e uniscano le forze per salvarsi.
I due scoprono che l’impatto con i meteoriti di due anni prima aveva creato un’avaria al
computer che controlla il reattore di alimentazione dell’astronave.

Jim capisce che l’unico modo per risolvere la situazione è uscire nello spazio per aprire manualmente il portello di aerazione, ma esso non può rimanere aperto in automatico, bisogna tenere il pulsante premuto.
Jim decide allora di sacrificarsi per salvare Aurora e i passeggeri.

Conclusione

Le ultime sequenze del film mostrano Jim e Aurora, più innamorati che mai, mentre si godono il presente insieme, senza pensare al futuro.
Trascorsi 88 anni, la Avalon arriva finalmente a destinazione, e al risveglio l’equipaggio trova con stupore un’astronave completamente diversa rispetto a prima, piena di vegetazione, mentre la voce narrante di Aurora racconta di lei e Jim.

Il finale alternativo scartato

La prima versione di Passengers prevedeva un finale diverso: dopo aver sistemato il reattore
danneggiato, a causa di un altro problema tecnico Jim e Aurora sono costretti a rilasciare nello
spazio tutte le capsule con le persone ibernate, condannandole a morte certa. A quel punto,
rimangono da soli sull’astronave e, passati gli anni, la nave arriva su Homestead II, ma non
abbiamo il risveglio dei 5000 passeggeri, che sono stati abbandonati nello spazio, ma ci sono altre persone, ovvero i discendenti di Jim e Aurora.

Il finale originale di Passengers ha un tono più dark rispetto a quello poi scelto per il film. La
protagonista in questo caso avrebbe un motivo per perdonare l’uomo. Infatti, se Jim non l’avesse svegliata prima, anche lei sarebbe morta insieme agli altri passeggeri nello spazio.

La questione fondamentale

Il film solleva un’importante questione morale: rovinereste egoisticamente la vita di un’altra persona per rimediare a un evento sfortunato che ti ha fatto capitare il destino? È proprio
questo che non è piaciuto alla critica perché Jim, per non trascorrere da solo il resto della propria esistenza, sacrifica la vita di una persona innocente che non è stata sfortunata come lui, ma che ha trascinato con sé nel baratro. Svegliando Aurora, Jim le compromette irrimediabilmente il futuro senza che lei abbia possibilità di replica. Il destino ha scelto per Jim, Jim ha scelto per Aurora.

Passengers

Ma la vera domanda del film è: voi cosa avreste fatto nei suoi panni?

Infine, c’è da dire che in effetti Jim alla fine ha la chance per rimediare: la sala operatoria offre la possibilità di tornare in ibernazione, a uno solo di loro due, e Jim è pronto a lasciare il posto ad Aurora, a restituirle la vita che le aveva rubato. Aurora però rifiuta e decide (libero arbitrio) di restare sveglia con lui per il resto della loro vita. L’equilibrio etico è così ristabilito.

-Alessio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: