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Intervista a Francesco Merli – autore di racconti gotici, Saga edizioni

Ciao Francesco, benvenuto!

Iniziamo subito questa intervista!

Parlaci un po’ di te. Chi è Francesco Merli?

Beh… da dove incominciare…

Nato e cresciuto a Roma in una splendida famiglia, secondo di tre fratelli, ho vissuto le più svariate esperienze trovandomi, nel tempo, ad avere a che fare con numerosissimi campi eterogenei: ho un passato nelle armi alle spalle e un altro nelle cucine prima di approdare nel mondo artistico come attore e scrittore. Ho sempre lavorato in palestre e centri sportivi come preparatore atletico e istruttore di corsi di vario genere (attività che ricopro saltuariamente ancora ora).

Da poco mi sono lanciato anche nel mondo della radio e del doppiaggio ma… se potessi esprimere un desiderio sarebbe quello di poter riuscire a divenire uno scrittore a tempo pieno, magari unendovi l’attività di attore sporadicamente.

 

Il tuo genere preferito, sia per la lettura, sia per la scrittura.

Come lettore adoro i classici, di ogni genere… l’horror detiene un posto speciale nel mio cuore, lo ammetto, ma il fantasy è ciò che ha permesso incominciasse tutto. Tolkien è il mio faro nel buio.

Come scrittore… non ho un genere preferito, sono sincero. Dipende molto dai periodi che affronto… e non lavoro mai ad una sola opera per volta. Sono sicuro, però, di ciò che non amo: i rosa (nonostante ne abbia anche scritto uno anni fa) e i gialli.

 

So che pubblicherai tra poco con una piccola e nuova casa editrice, la Sága Edizioni. Come ti sei trovata e come ti trovi? Che ne pensi del loro progetto?

In una parola: entusiasmo (tanto).

Mi sono lanciato su un progetto che mi sembrava fosse in grado di portare una ventata di aria fresca e pulita nel vasto guazzabuglio editoriale che viviamo oggigiorno e devo dire di essermi trovato bene fin da subito: serietà, professionalità e tanta umanità.
Sono stato seguito passo passo, ma soprattutto “ascoltato” che per me rappresenta un fattore importantissimo.
Sono sicuro che se gli standard rimarranno questi. Fra non molto la crescita di questa casa editrice sarà a dir poco esponenziale. E mi auguro possa essere d’esempio per tante altre: qualcuno che mette al primo posto l’autore e le storie poiché crede nelle potenzialità effettive di entrambi e non per un mero tornaconto personale. Il panorama, lì fuori, da questo punto di vista è semplicemente agghiacciante. I libri vanno venduti, certo, parliamo di lavoro, meraviglioso sì, ma pur sempre lavoro… ma non si specula su chi ci investe, sul serio, la propria vita.

 

Il libro che hai scritto e a cui sei più legato e perché.

È un libro che regalo sul mio sito in versione digitale o a chi è interessato a scoprire qualcosa in più su di me. Si intitola “Quando l’acqua della vasca era tutto il mio oceano”, l’ho curato interamente e ho perfino realizzato la copertina.

Si tratta di un testo è prettamente autobiografico e ispirato a vicende personali ma ho deciso di scrivere raccontando l’infanzia con gli occhi e la consapevolezza “del poi” per paura di dimenticarla.

Conosco, e ho conosciuto, davvero troppe persone che l’hanno fatto arrivando, così, a non riuscire più a capire le esigenze, e i “perché”, celati dietro tanti comportamenti dei più piccoli. Parlo di quelle stesse persone che hanno eretto barriere, da adulti, interposte non solo fra il mondo dei più piccoli e quello attuale, ma anche fra persone.

Mettere da parte i sentimenti e le sensazioni di quegli anni significa, spesso, non riuscire ad essere persone complete ora né, tantomeno, eventuali genitori d’esempio un giorno.

In questo testo sono presenti stralci di infanzia e riflessioni dettate dall’animo del “poi”, camminando incontro al futuro, ma voltandomi un istante indietro, fra lacrime e sorrisi, prima di avanzare lungo il cammino che mi attende.

Ho avuto un’infanzia fantastica, e per questo sono grato, a tanti… di tanto… e un pensiero enorme e costante va a chi, per un motivo o l’altro, di infanzia, non ne ha avuta nessuna.

 

Parlando di Il chiostro dei dannati… Cosa ti ha ispirato?

Semplice… gli incubi.

I racconti presenti nel libro sono tutti sogni che ho fatto realmente (romanzati e “riadattati” ovviamente) che ho appuntato alla svelta, nel cuore della notte, svegliandomi di soprassalto mentre li avevo ancora ben chiari in testa. Devo ancora capire bene se influenzato da altre letture o da cene troppo pesanti.  

Amo il formato del “racconto” e non mi capacito del perché, soprattutto in Italia, questo non raccolga, molto spesso, l’interesse del pubblico. Il tempo è denaro, lo sappiamo tutti, e i romanzi, certo, sono avvincenti, ma pur sempre più “impegnativi”. Vuoi mettere poter concentrare emozioni e fantasia in poche pagine che possono essere lette, con scorrevolezza e in brevissimo tempo, racchiudendo storie tutte diverse? Amo i romanzi ma i racconti altrettanto, invito davvero tutti a riscoprirli.

Hai sempre avuto passione per il gotico e le sue sfumature?

Sì, nella maniera più assoluta, nell’arte in generale ma nel campo della scrittura mi ha rapito totalmente. Il Dracula di Stoker ha segnato il punto di non ritorno… ma sono seguiti Shelley, Poe, Brontë, Walpole e tanti altri… spero un giorno qualcuno possa ricordare anche un “Merli” chissà. (Piccolo spoiler, presto usciranno due romanzi proprio su questo genere… ma non so se posso rivelarlo ahaha).

 

Oltre alla scrittura hai altri hobby?

Tantissimi! Amo immensamente il cinema ma ahimé ancor più quei pomeriggi di pioggia trascorsi a vedere film sul divano insieme ai miei fratelli e cugini sgranocchiando pop corn e patatine.

Pratico molto sport, ascolto tantissima musica di ogni genere (dalla classica al pop), spesso mi diletto a disegnare con carboncini, matite e acquerelli (attività che mi rilassa molto) e più di ogni altra cosa amo cucinare piatti gourmet per la mia famiglia (ma devo dire che se ne approfittano un pochino del mio passato da cuoco).

 

Una cosa che nei tuoi libri non può assolutamente mancare.

I ringraziamenti ai lettori, perché senza la loro fiducia nulla avrebbe senso, e a tutte le persone che mi sostengono, sul serio, in questo arduo percorso. Per me si tratta di un obiettivo di vita ma da tanti (e torno a ripetermi, soprattutto in Italia) la scrittura è considerata come una “totale perdita di tempo”. Sto cercando in tutti i modi possibili di dimostrare il contrario.

 

Ci sono eventi in programma? Che progetti hai?

Ho tanti altri libri in cantiere, lavoro a uno storico, una saga fantasy, delle favole per bambini… sono in attività anche come sceneggiatore e come attore, invece, sto riscuotendo un gran bel successo grazie ad una serie di corti web seguitissimi; ho anche molti provini che attendono esiti ma…. insomma, vedremo come andrà (incrocio le dita).

Vorrei riuscire a dedicare più tempo al doppiaggio e alla radio e mi sto adoperando per far sì che ciò avvenga. Nel frattempo partecipo anche a diversi concorsi letterali che mi vedono finalista con opere precedentemente pubblicate.

Il tempo è tiranno… fra le tante cose studio all’università, ma sarà sincero, in questo periodo, dietro i tanti progetti, sono rimasto un po’ indietro. Farò del mio meglio per recuperare come e prima possibile.

Grazie per essere stato con noi e buona continuazione!

Il Nabbo della Porta Accanto!

PS: Grazie infinite per lo spazio concessomi! Un saluto a tutti i lettori che ci seguiranno e invito chiunque sia curioso di scambiare ulteriori chiacchiere, a contattarmi sui vari canali social.

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