Zakimort
Comics

Zakimort – I classici del nero italiano

Titolo: I CLASSICI DEL NERO ITALIANO – ZAKIMORT vol. 1

Autori: Pier Carpi (testi), Pini Segna, Lino Brazzi, Erminio Ardigò (disegni)

Il grande successo del Diabolik delle sorelle Giussani diede il via alla grande stagione del cosiddetto fumetto ‘nero’, incentrato su anti-eroi dai metodi discutibili e veri e propri criminali, spesso mascherati e con nomi fantasiosi, che agivano in contesti thriller e noir. Personaggi del genere riprendevano in parte la tradizione del feuilleton ottocentesco di Fantomas, Rocambole e Arsenio Lupin, adattandola al contesto degli anni sessanta. Questi fumetti ottennero un buon successo e Diabolik, peraltro, ancora oggi può contare su un consistente numero di lettori. Come per tutte le mode, non mancarono gli epigoni che spesso si rivelarono copie sbiadite della creatura delle sorelle Giussani. Un’eccezione va fatta per Kriminal e Satanik di Luciano Secchi e Magnus, protagonisti intriganti di storie di alto livello. L’Editoriale Cosmo, dopo aver rievocato la gloriosa era dell’erotismo italiano a fumetti, dà il via a una collana analoga dedicata, appunto, al fumetto ‘nero’.

Si inizia con Zakimort, creata da Pier Carpi, che per alcuni anni ottenne un discreto successo. Innanzitutto, chi è Zakimort? Si chiama Fedra Garland ed è una bellissima bionda, figlia di un famigerato criminale che compie imprese discutibili facendosi chiamare Zakimort, appunto. Per una serie di ragioni, l’uomo, però, viene ucciso dall’amante e dai suoi complici e Fedra decide di vendicarlo. Tuttavia, lei non approvava la condotta del genitore e, indossando una maschera, una parrucca bionda e una divisa aderente e appropriandosi del nome Zakimort, decide prima di vendicarsi eliminando coloro che hanno ucciso il padre e poi di combattere il crimine.

Zakimort

L’idea è questa ed è piuttosto elementare. Le storie si svolgono in prevalenza a Londra e un ruolo importante nelle trame lo gioca il tenente Norton, attratto da Fedra e inconsapevole della sua doppia vita. Questo albo include i primi due episodi della serie che narrano le origini della protagonista e le sue prime imprese. Lo sceneggiatore, come ho scritto, è Pier Carpi, una delle personalità più poliedriche della cultura italiana (oltre a realizzare fumetti, fu giornalista, romanziere, regista, nonché esperto di esoterismo e occultismo) che firma un fumetto caratterizzato da atmosfere thriller contrassegnate da un buon ritmo narrativo. Tuttavia, non mi sembra che Zakimort sia un’opera particolarmente valida, perlomeno a giudicare da questi due episodi. Le storie risultano troppo datate, con molte ingenuità, e spesso sono caratterizzate da una scarsa credibilità, con intrecci confusi e cervellotici. La protagonista, dal punto di vista psicologico, è appena abbozzata e non ha il carisma della Satanik di Magnus & Bunker. Più che altro rappresenta il tentativo di sfruttare il successo di Diabolik e degli altri fumetti analoghi che uscivano in quel periodo. Nemmeno la parte grafica è esaltante. Pini Segna, Lino Brazzi ed Erminio Ardigò, benché funzionali, hanno uno stile grezzo e legnoso e appaiono convincenti solo in alcuni primi piani. In definitiva, Zakimort non regge il passare del tempo. In ogni caso, è un lavoro rappresentativo di un’epoca e, da questo punto di vista, non privo di interesse. Non bisogna, però, aspettarsi un capolavoro.

Sergio Duma

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